Amartoma astrocitario retinico: cos’è, come si riconosce e quando preoccuparsi
Che cos’è
L’amartoma astrocitario retinico è una malformazione benigna che nasce negli strati più interni della retina, composta da cellule gliali (astrociti). Non è un tumore maligno e, nella maggior parte dei casi, rimane stabile nel tempo. Può comparire in qualunque zona retinica, più spesso vicino al nervo ottico.
Perché è importante
È un segno oculare tipico della sclerosi tuberosa (TSC), una condizione genetica che può interessare più organi. Tuttavia può comparire anche da solo, in forma sporadica, senza altre malattie associate.
Segni e possibili sintomi
Molti amartomi non danno disturbi e vengono scoperti per caso durante la visita oculistica. Se la lesione interessa la macula (la zona centrale della retina), possono comparire:
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Calo della vista,
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Distorsione delle immagini (metamorfopsie),
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Macchia centrale nel campo visivo (scotoma).
All’osservazione del fondo oculare l’aspetto varia: da piatto e grigio-lattescente a rilevato e nodulare, talvolta con piccole calcificazioni che riflettono la luce.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi è clinica e si completa con un imaging multimodale:
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OCT: mostra la lesione negli strati interni e, nei casi calcificati, i tipici “fori tarlati” (moth-eaten).
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Autofluorescenza (FAF): aiuta a distinguere forme non calcificate (scure) da calcificate (più brillanti).
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Fluorangiografia (FAG): evidenzia blocco precoce e impregnazione tardiva senza perdita di colorante.
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OCT-A / ICGA / Ecografia: utili nei casi dubbi o con mezzi diottrici opachi.
Distinguere da altre patologie
È fondamentale escludere condizioni che possono somigliare all’amartoma, come retinoblastoma (nei bambini piccoli), emangioma capillare, fibre mielinizzate, drusen del disco, CHRRPE, PSCRAP o granulomi post-infettivi. L’assenza di vasi di alimentazione/drenaggio prominenti e l’imaging tipico orientano la diagnosi.
Complicanze (rare)
La maggior parte degli amartomi non cresce e non crea problemi. In pochi casi si possono osservare:
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Emorragia vitreale,
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Distacco di retina essudativo,
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Edema maculare,
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Membrana epiretinica.
La trasformazione maligna non è prevista.
Prognosi
Generalmente buona, soprattutto se la lesione è periferica o vicino al nervo ottico. La visione può risentirne quando è coinvolta la macula o se compaiono complicanze.
Come si gestisce
Nella maggior parte dei casi si sceglie l’osservazione con controlli periodici:
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All’inizio ogni 6–12 mesi, poi annuale se stabile.
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Monitoraggio con foto del fondo, OCT, FAF e FAG solo se necessario.
Il trattamento è mirato alla complicanza:
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Emorragia vitreale: spesso osservazione, vitrectomia se persistente o densa.
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Distacco essudativo: osservazione, laser o anti-VEGF, fino a vitrectomia nei casi severi.
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Edema maculare: anti-VEGF o corticosteroidi intravitreali.
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Membrana epiretinica: vitrectomia con peeling se sintomatica.
Valutazione per sclerosi tuberosa
Ogni nuova diagnosi di amartoma richiede uno screening per TSC (anamnesi familiare, visita dermatologica e neurologica, eventuale imaging e consulenza genetica). Nei pazienti con TSC è indicato un follow-up oftalmologico annuale per tutta la vita.
Nella maggior parte dei casi l’amartoma astrocitario retinico è benigno e stabile. Prenota una consulenza per una diagnosi accurata ed un corretto monitoraggio.

