Aumento dei casi di maculopatia in Italia: un problema sanitario e sociale da affrontare
Un aumento dei casi di maculopatia in Italia sta rappresentando non solo una significativa disabilità per i pazienti, ma anche un pesante onere economico e sociale per il sistema sanitario. Attualmente, circa 1,6 milioni di persone nel paese soffrono di cecità o ipovisione, con 63.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno, soprattutto tra gli over 50. Tuttavia, non tutti i pazienti riescono a ricevere cure e assistenza adeguate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Questo tema è stato al centro della seconda giornata del Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana (SOI), che si è svolto recentemente a Roma. La maculopatia, causata da problemi circolatori a livello retinico, può compromettere seriamente la qualità della vita, rendendo difficili anche attività quotidiane come leggere un estratto conto. Il passato scandalo Avastin-Lucentis, risalente a dieci anni fa, ha evidenziato le criticità organizzative che ancora oggi lasciano il 70% dei pazienti senza una terapia adeguata. In paesi come Inghilterra, Germania e Francia, invece, si riesce a garantire un trattamento per la totalità dei pazienti affetti dalla stessa patologia.
In Italia, il problema è aggravato dalla carenza di medici oculisti nel settore pubblico: solo 1.500 dei 7.000 specialisti totali lavorano nel SSN, generando una pressione significativa sul sistema sanitario. Per affrontare questa situazione, il Congresso ha enfatizzato l’importanza della prevenzione, introducendo un calendario delle visite oculistiche basato sulle diverse fasi della vita. Si raccomanda una prima visita entro i tre anni di età, una successiva all’inizio della scuola, controlli regolari in età adulta, e visite annuali dopo i sessant’anni. L’obiettivo è garantire una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, soprattutto per i gruppi più vulnerabili come bambini e anziani.
La Società Oftalmologica Italiana ha infine ribadito l’importanza del ruolo dei suoi specialisti, chiedendo loro di continuare a offrire competenza, professionalità e impegno per migliorare l’accesso alle cure e promuovere la salute visiva nel paese.