Cataratta: sintomi post-operatori comuni e segnali da non trascurare
L’intervento di cataratta rappresenta oggi una delle procedure chirurgiche più diffuse e sicure in Italia. Consiste nella rimozione del cristallino opacizzato e nella sua sostituzione con una lente intraoculare (IOL), spesso personalizzata per correggere anche difetti refrattivi come miopia, ipermetropia o astigmatismo.
Dopo l’operazione, è normale che il paziente possa avvertire fastidi temporanei, come lieve offuscamento visivo, sensazione di abbagliamento, aumento della lacrimazione o percezione di corpi mobili vitreali. Questi disturbi, nella maggior parte dei casi, si risolvono spontaneamente nelle settimane successive.
Esistono però anche situazioni che richiedono maggiore attenzione. Tra le complicanze più rare ma potenzialmente gravi vi sono l’endoftalmite (infezione intraoculare), il distacco di retina o aumenti anomali della pressione oculare. Altri effetti, più frequenti ma meno allarmanti, includono l’edema maculare cistoide o l’opacizzazione della capsula posteriore, trattabile rapidamente con un laser YAG ambulatoriale.
In alcuni casi possono persistere difetti visivi residui, legati a particolari condizioni oculari o a una minima imprecisione nel calcolo della lente, soprattutto nei pazienti con elevata miopia o ipermetropia.
Per questo motivo il follow-up post-operatorio è fondamentale: controlli regolari permettono di monitorare la guarigione, intervenire su eventuali complicanze e ottimizzare il risultato visivo. Con un’attenta sorveglianza specialistica, la chirurgia della cataratta garantisce nella quasi totalità dei pazienti un recupero visivo eccellente e duraturo.

