maculopatia essudativa polipoide

Maculopatia Essudativa Polipoide (PCV): diagnosi 

Maculopatia Essudativa Polipoide (PCV): diagnosi

La Maculopatia Essudativa Polipoide (PCV) è una malattia degenerativa che interessa la retina e i vasi della coroide. È caratterizzata dalla formazione di una rete vascolare anomala e da tipiche lesioni polipoidi che possono causare distacchi sierosi o emorragici dell’epitelio pigmentato retinico (EPR), con conseguente calo visivo significativo.

Questa condizione rappresenta una variante della neovascolarizzazione maculare di tipo 1 ed è più frequente nelle popolazioni asiatiche e africane, pur essendo presente in tutte le etnie. La diagnosi differenziale rispetto alla degenerazione maculare legata all’età (AMD) è fondamentale per impostare un trattamento corretto e mirato.

Diagnosi e strumenti utilizzati

La valutazione della PCV richiede un approccio multimodale:

  • Esame del fondo oculare: può mostrare lesioni sottoretiniche rosso-arancioni, distacchi sierosi dell’EPR o emorragie sottomaculari.

  • Fluorangiografia (FAG): utile per escludere altre maculopatie, anche se non sempre consente di identificare in maniera precisa le lesioni polipoidi.

  • Angiografia con verde di indocianina (ICG): considerata il gold standard, permette di visualizzare la rete vascolare anomala (BVN) e i polipi coroideali, che appaiono come noduli iperfluorescenti.

  • Tomografia a Coerenza Ottica (OCT): evidenzia distacchi dell’EPR, fluido intra- e sottoretinico e il tipico double-layer sign, indice della presenza della BVN.

  • Angio-OCT: metodica non invasiva che consente di osservare il flusso nei vasi coroideali, utile soprattutto nel follow-up dei pazienti.

Perché è importante riconoscerla

La maculopatia essudativa polipoide può compromettere seriamente la qualità visiva se non diagnosticata precocemente. Un imaging accurato consente non solo di distinguere la PCV da altre forme di AMD, ma anche di monitorare la progressione della malattia e la risposta ai trattamenti.