Oftalmologia e intelligenza artificiale: l’occhio come nuovo alleato nella prevenzione della demenza
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale in oftalmologia sta rivoluzionando il modo in cui interpretiamo l’esame oculistico, ampliandone il valore ben oltre la valutazione della vista.
Oggi sappiamo che l’occhio, e in particolare la retina, può fornire informazioni preziose anche sullo stato di salute del cervello e sul rischio di sviluppare patologie neurodegenerative, come la demenza.
Il legame tra retina e cervello: una connessione reale
Dal punto di vista biologico, retina e sistema nervoso centrale sono strettamente correlati.
Condividono:
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strutture vascolari simili
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origine embrionale comune
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connessioni neurologiche dirette
Per questo motivo, alterazioni microvascolari e neuronali retiniche possono riflettere cambiamenti che avvengono a livello cerebrale, spesso prima della comparsa dei sintomi clinici.
Intelligenza artificiale e OCT: cosa sta cambiando
Uno dei progetti di ricerca più avanzati in questo ambito è NeurEYE, sviluppato in ambito universitario europeo.
Attraverso la raccolta di centinaia di migliaia di immagini OCT e fotografie del fondo oculare, è stato creato un vasto archivio anonimo su cui vengono applicati algoritmi di machine learning.
Questi sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di:
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analizzare la struttura della retina
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identificare pattern vascolari e neuro-retinici ricorrenti
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correlare tali alterazioni a un aumentato rischio di declino cognitivo e demenza
Si tratta di un approccio innovativo, che sfrutta esami già ampiamente utilizzati nella pratica oculistica quotidiana.
Verso un nuovo modello di prevenzione
L’obiettivo futuro è chiaro: trasformare l’esame oculistico in uno strumento di screening precoce, non invasivo e facilmente accessibile, per intercettare segnali iniziali di sofferenza neurologica.
In prospettiva, software basati su intelligenza artificiale potrebbero:
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supportare oculisti e optometristi nell’interpretazione delle immagini
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segnalare i pazienti con profili di rischio da approfondire
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indirizzare precocemente verso percorsi neurologici specialistici
Un’identificazione anticipata consentirebbe interventi tempestivi, sia clinici sia sullo stile di vita, come:
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attività fisica regolare
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alimentazione mirata
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controllo dei fattori di rischio vascolari
L’esame oculistico come pilastro della medicina preventiva
Questa evoluzione conferma un concetto sempre più attuale: la visita oculistica non riguarda solo la vista.
L’occhio sta diventando un vero indicatore dello stato di salute generale e neurologica dell’organismo.
Sebbene al momento queste applicazioni rientrino ancora nell’ambito della ricerca, la direzione è ormai tracciata: l’oculistica del futuro sarà sempre più integrata con la prevenzione sistemica.
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