Potenziale Diagnostico dell’Esame Oculistico per l’Alzheimer
Recenti studi del Duke Eye Center negli Stati Uniti indicano il potenziale di un esame oculistico per la rilevazione anticipata dell’alzheimer, più specificatamente che cambiamenti nella retina possono essere precursori del morbo di Alzheimer. Questa ricerca ha mostrato che la perdita di vasi sanguigni nella retina può essere un segnale precoce della malattia, secondo i risultati pubblicati su Ophthalmology Retina.
Durante lo studio, i ricercatori hanno esaminato più di 200 individui, utilizzando l’angiografia basata sulla tomografia a coerenza ottica (OCTA), una tecnica diagnostica non invasiva che produce immagini ad alta risoluzione dei piccoli vasi sanguigni della retina. Tra i partecipanti, quelli con un cervello sano presentavano una densa rete di microvasi sanguigni. Al contrario, nei pazienti con Alzheimer, è stata osservata una ridotta densità vascolare, una scoperta statisticamente significativa anche dopo aver controllato variabili come età, sesso e livello di istruzione.
Questi risultati suggeriscono che le alterazioni vascolari nella retina possono riflettere simili cambiamenti nei vasi sanguigni del cervello, forse evidenziando problemi cognitivi prima che diventino apparenti. Questa scoperta apre la possibilità che in futuro un semplice esame oculistico possa non solo determinare la prescrizione degli occhiali ma anche monitorare la salute del cervello.
Il team del Duke Eye Center sta anche esplorando altri cambiamenti nella retina, come il diradamento di alcuni strati nervosi, che potrebbero indicare problemi cerebrali preliminari. Con quasi 6 milioni di americani che convivono con l’Alzheimer, una diagnosi precoce tramite metodi non invasivi potrebbe significativamente alleggerire il carico su famiglie ed economia, offrendo potenzialmente nuove strade per la gestione e il trattamento della malattia.