Sindrome di Charles Bonnet: quando la mente vede anche senza occhi
Molte persone non vedenti possono sperimentare allucinazioni visive complesse, un fenomeno conosciuto come sindrome di Charles Bonnet. Non si tratta di disturbi psichiatrici ma di un’attività cerebrale spontanea che può sorprendere e disorientare chi ne è colpito.
Cos’è la sindrome di Charles Bonnet?
Questa condizione neurologica si manifesta in soggetti affetti da cecità parziale o totale, specialmente in età avanzata. Chi ne soffre riferisce la visione di immagini dettagliate – volti, animali, oggetti o paesaggi – che non esistono nella realtà. Sebbene il paziente sia consapevole che queste visioni non siano reali, l’esperienza può comunque generare confusione o ansia.
La ricerca scientifica: cosa accade nel cervello?
Un recente studio condotto con tecniche di neuroimaging ha esaminato il comportamento del cervello in pazienti affetti dalla sindrome di Charles Bonnet. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno osservato l’attivazione delle aree visive del cervello durante le allucinazioni, anche in assenza di stimoli esterni.
Cinque partecipanti non vedenti con diagnosi di sindrome di Charles Bonnet hanno descritto nel dettaglio le loro esperienze visive. Sulla base di queste testimonianze, i ricercatori hanno creato brevi video che sono stati mostrati a un gruppo di controllo vedente, anch’esso sottoposto a fMRI. Un secondo gruppo di controllo, composto da persone cieche senza allucinazioni, è stato invece invitato a immaginare scene simili.
I risultati? In tutti e tre i gruppi si è registrata una marcata attivazione delle aree visive cerebrali. Tuttavia, solo nei soggetti affetti da sindrome di Charles Bonnet l’attività mostrava un andamento più lento e graduale, coerente con le tipiche fluttuazioni spontanee che precedono l’insorgenza delle allucinazioni.
Un fenomeno da non sottovalutare
Il professor Rafael Malach, tra gli autori dello studio, sottolinea come “lo stesso sistema visivo entra in gioco quando osserviamo il mondo, lo immaginiamo, sogniamo o sperimentiamo allucinazioni”. Questo dimostra quanto sia attiva e creativa la nostra mente, anche in assenza della vista.
La sindrome di Charles Bonnet, pur essendo benigna, può spaventare chi non la conosce. Spesso i pazienti non ne parlano per timore di essere fraintesi. Ecco perché è fondamentale sensibilizzare il pubblico e i professionisti sanitari, per offrire una corretta diagnosi e rassicurare i pazienti.
Perché è importante parlarne con lo specialista
Se tu o un tuo familiare state sperimentando visioni non reali dopo una perdita visiva, non esitate a contattare un oculista. Una corretta valutazione può chiarire la situazione e distinguere tra patologie visive e neurologiche. Il supporto di uno specialista permette di affrontare con serenità un’esperienza che, pur essendo sorprendente, ha basi scientifiche ben definite.

