Vasculopatia Coroideale Polipoidale (PCV) e Degenerazione Maculare Neovascolare (AMD): somiglianze e differenze
La vasculopatia coroideale polipoidale (PCV) e la degenerazione maculare legata all’età nella forma neovascolare (AMD umida) sono due delle principali patologie retiniche responsabili di maculopatia essudativa. Entrambe possono determinare una perdita significativa della visione centrale, ma presentano caratteristiche cliniche e fisiopatologiche differenti che rendono indispensabile una diagnosi accurata.
Epidemiologia e fattori di rischio
La AMD neovascolare è la causa più frequente di cecità legale nei Paesi industrializzati ed è particolarmente diffusa nella popolazione caucasica. I fattori di rischio più rilevanti sono l’età avanzata, il fumo, la familiarità genetica e la presenza di patologie sistemiche come l’ipertensione arteriosa.
La vasculopatia coroideale polipoidale, invece, è molto più frequente nelle popolazioni asiatiche e africane, dove può arrivare a rappresentare fino al 50% dei casi di maculopatia essudativa. Anche in questa condizione l’età è un elemento predisponente, ma l’associazione con fumo e altri fattori sistemici appare meno definita rispetto all’AMD.
Patogenesi
Nella AMD neovascolare, la progressione della malattia è legata a processi di infiammazione cronica, stress ossidativo e alterazioni della membrana di Bruch. Questi fattori determinano la crescita di neovasi coroideali (CNV) che attraversano la membrana stessa e danneggiano la macula.
La vasculopatia coroideale polipoidale, al contrario, sembra originare da anomalie primarie dei vasi coroideali: dilatazioni aneurismatiche e alterazioni strutturali della parete vascolare portano alla formazione dei cosiddetti polipi coroideali. In questo caso, l’infiammazione ha un ruolo meno centrale rispetto all’AMD.
Diagnosi differenziale
Sebbene le due patologie condividano il quadro di maculopatia essudativa, la diagnosi differenziale è fondamentale per stabilire la strategia terapeutica. Tecniche di imaging avanzato come la angiografia con verde di indocianina (ICG) e la tomografia a coerenza ottica (OCT) permettono di distinguere i due quadri clinici, evidenziando le caratteristiche specifiche dei polipi nella vasculopatia coroideale polipoidale rispetto alla neovascolarizzazione tipica dell’AMD.
Trattamento e prognosi
Per la AMD neovascolare, la terapia di riferimento è rappresentata dalle iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che consentono nella maggior parte dei casi di stabilizzare o migliorare l’acuità visiva.
La vasculopatia coroideale polipoidale risponde in modo meno prevedibile alla sola terapia anti-VEGF. In questi casi, la terapia fotodinamica (PDT) con verteporfina, utilizzata da sola o in combinazione con anti-VEGF, ha dimostrato maggiore efficacia nella regressione dei polipi. La prognosi visiva, se trattata precocemente, può risultare migliore rispetto all’AMD umida, anche se le recidive restano frequenti.
PCV e AMD neovascolare, pur presentandosi entrambe come maculopatie essudative, sono entità distinte con meccanismi patogenetici e risposte terapeutiche differenti. Riconoscerle precocemente tramite imaging avanzato è essenziale per impostare un trattamento personalizzato. Solo un approccio mirato e calibrato sulle caratteristiche di ogni paziente consente di preservare la funzione visiva e migliorare la prognosi a lungo termine.

